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PROGETTO COMACCHIO, la pista ciclabile: un continuo “stop and go”

LA PISTA CICLABILE DEL PROGETTO COMACCHIO 

Un continuo “stop and go”

Bologna – 16 dicembre 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi con due atti ispettivi alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale ha chiesto chiarimenti sulla situazione di stallo che per vari motivi impedisce l’apertura al pubblico – appassionati delle due ruote slow e delle escursioni – della pista ciclabile delle Valli di Comacchio. 

Il Progetto Comacchio si riferisce a un percorso ciclabile che attraversando le Valli di Comacchio arriva fino alle foci del Reno e che prevede tra i lavori per la sua realizzazione anche il recupero della stazione di pesca di Bellocchio nell’estremo sud del territorio comunale al confine con la Provincia di Ravenna. 

L’intera area, finora mai destinata al turismo, sta per diventare uno dei fiori all’occhiello di questa zona, esemplare per sostenibilità e possibilità di contatto con la natura, con un progetto di recupero e valorizzazione storico-ambientale del comprensorio vallivo, finanziato per oltre 3.5 milioni di euro dall’Asse 5 del Piano operativo regionale–Fondo europeo di sviluppo regionale 2014-2020.

Doveroso sottolineare quel “sta per diventare”, indice del fatto che ancora non lo è a causa di problemi di diversa natura che è auspicabile si risolvano presto. 

L’amministrazione lagunare, dopo l’aggiudicazione dei lavori di realizzazione di un sottopasso ciclabile (528.000 €) che collegherà in sicurezza le Valli di Comacchio all’abitato del Lido di Spina, si è aggiudicata, con la partecipazione a un apposito bando, le risorse finalizzate per interventi di ristrutturazione e adeguamento della stazione di pesca Bellocchio per un finanziamento da 294.905 euro che copre il 100% dei costi previsti. L’edificio ristrutturato sarà adibito a sosta e ristoro di pedoni, ciclisti e fruitori del parco, che si affaccia sulle valli. 

Come il progetto di costruzione del sottopasso ciclabile, anche il progetto di recupero della stazione di pesca Bellocchio  fa parte del più ampio progetto di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio ambientale delle Valli di Comacchio. L’intento è di rimettere in funzione uno stabile quasi inutilizzato puntando nello stesso tempo alla fruizione turistica della struttura, continuando a perseguire l’idea di rigenerazione ambientale dell’intero comprensorio vallivo, che prevede anche la ristrutturazione degli antichi casoni di pesca Coccalino, Serilla, Pegoraro e Tabarra. L’integrazione della strategia ambientale con quella di ripartenza sociale del territorio del comune di Comacchio, segnato da grandi potenzialità quanto da evidenti fragilità, guida queste azioni.

Su segnalazione de La Pigna di Ravenna, una prima interrogazione in aprile 2021 del Consigliere Mastacchi chiedeva ragione dei ritardi nel collaudo e nella consegna del tracciato ciclo-pedonale e del  sottopasso ciclabile che consentendo di attraversare la statale Romea in sicurezza, collega Lido di Spina alla stazione Bellocchio. La risposta ricevuta dal Comune di Comacchio attraverso l’assessore Corsini dichiarava la pista ciclabile collaudata e fruibile fino al sottopasso, mentre persisteva un problema di interferenza d’uso tra le attività dell’ente Parco e i fruitori del percorso ciclabile per quanto riguardava la banchina del canale che l’amministrazione si impegnava a risolvere entro maggio 2021.

A seguito di chiarimenti richiesti dall’Associazione Consulta Popolare San Camillo di Comacchio, una seconda interrogazione del Consigliere Mastacchi nel Luglio 2021 chiedeva conto dei problemi che hanno continuato a persistere in fase di collaudo del sottopasso e della banchina e quali fossero le previsioni per la loro soluzione. 

Non è stata molto incoraggiante la risposta dell’assessora Lori in merito.  

Se da una parte si apprende che l’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Delta del Po sta realizzando i lavori di pedonalizzazione dell’argine per la realizzazione di un percorso natura, dall’altra si deve attendere il risultato di un più lungo monitoraggio dell’argine per consentire l’autorizzazione al transito ciclabile. Considerato che la fine lavori è del 2018 e che tre anni sembrano un tempo sufficiente per il terreno per autocompattarsi (condizione necessaria per le opportune valutazioni), “mi auguro che possa partire al più presto un definitivo collaudo della portanza del manufatto che possa finalmente dichiarare fruibile tutto il percorso della ciclovia in tempo per la prossima stagione primaverile ed estiva.” dichiara Mastacchi.

La quantità delle risorse impiegate e la bellezza del territorio vallivo meritano di trovare dopo tanto tempo giustizia.