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VADO (BO) attende l’ascensore e il parcheggio per la stazione

Nessuna lungimiranza nella risposta della Regione

Bologna 24 Novembre 2021 – È arrivata ieri in Aula la risposta dell’assessore Corsini alla richiesta del Consigliere Mastacchi di dare avvio alla realizzazione di un ascensore e di un parcheggio pubblico a Vado nei pressi della stazione, che consentano ai cittadini un più facile accesso alla stazione ferroviaria stessa, così come previsto e inserito nella progettazione della tangenziale di Vado e gli interventi di adeguamento sulla rete viaria regionale, in particolare sulla ex SS 325 fin dal 2008 (delibera n. 182 del 2008)

La risposta è stata uno schiaffo a quelli che sono gli intendimenti (a parole) di tanti dei programmi che la Regione sta promuovendo, a partire da quelli di potenziamento e promozione del ripopolamento della montagna e della viabilità slow e green e una dimostrazione chiara di mancanza di lungimiranza e di visione globale del territorio. 

Partiamo dalla risposta: con la delibera n.182 del 2008 la Giunta si impegnava, aggiornando al triennio 2008-2010 il piano di interventi di adeguamento sulla rete viaria regionale (in particolare sulla ex SS 325) a destinare parte delle somme indicate nella delibera per le tangenziali urbane, alla realizzazione del parcheggio e dell’ascensore della stazione di Vado. La Regione si era assunta l’impegno grazie al fatto che Autostrade per l’Italia (ASPI) si sarebbe assunta l’onere di 14.300.00 euro dei 16.800.00 previsti, mentre a carico dello Stato e della Regione sarebbero stati solo 2.500.000 euro, nei quali la stessa Regione aveva compreso l’ascensore e il parcheggio. 

In seguito, venendo a mancare i fondamentali trasferimenti statali (Legge Bassanini) e a seguito di approfondimenti tecnici, la Regione ha deciso di non dare seguito alla realizzazione della tangenziale di Vado e di conseguenza nemmeno all’ascensore e al parcheggio. 

Nel rispondere, l’Assessore sottolinea inoltre il fatto che, essendo stato, il finanziamento per l’ascensore e il parcheggio, legato alla proposta di realizzazione della tangenziale, decadendo quello, decade automaticamente anche questo.  

Si evidenzia che il finanziamento con risorse destinate alla viabilità poteva essere ricompreso nelle somme destinate alla realizzazione della complessiva tangenziale di Vado come opera ad esse connessa. Avendo deciso di non dar seguito al progetto di tangenziale, il finanziamento delle sole opere relative all’ascensore e al parcheggio non potrebbe più rientrare in un futuro programma, ora disciplinato dall’articolo 167 della legge regionale n. 3.”

La situazione attuale è però, per certi versi, profondamente mutata rispetto al 2008 e certe valutazioni andrebbero aggiornate da parte della Regione.

La stazione di Vado, sulla linea “Direttissima” Bologna-Prato è stata recentemente oggetto di lavori di adeguamento, previsti all’interno del progetto di adeguamento della linea trasporto merci agli standard europei c.d. “Sagoma PC80”, necessari per realizzare la nuova rete centrale TEN-T (rete transeuropea dei trasporti). 

Vado è anche una delle stazioni di testa del sistema ferroviario metropolitano e regionale e il paese sarà nel prossimo futuro oggetto di numerosi cambiamenti che auspicabilmente contribuiranno a migliorare la vita dei cittadini e del territorio: 

  •  Si è ormai concluso l’iter di approvazione del progetto di dismissione del pezzo di autostrada A1 adiacente, dismissione che una volta finalizzata consentirà la realizzazione del parco fluviale, realizzazione il cui costo sarà di molto superiore a quello previsto per la tangenziale di Vado (si parla del doppio).
  • A circa 200 metri dalla stazione è quasi terminata la realizzazione della Casa della Salute quale presidio territoriale sanitario e qui troveranno posto i medici di medicina generale, i pediatri, la specialistica, i servizi infermieristici e il punto prelievi, per offrire un servizio territoriale di continuità alle nostre comunità per entrambe le vallate del Setta e del Sambro.
  • L’attuale depuratore, ormai in disuso da più di 10 anni e situato nei pressi della stazione, dovrebbe essere a breve smantellato da Hera (il termine era stato fissato per il 2021) e si propone come area ideale per un parcheggio.

Si capisce come la stazione e una sua più agevole fruizione siano punti nevralgici sia per chi nel territorio vive che per chi nel territorio lavora o transita e per un maggiore sviluppo dello stesso. 

Questi adeguamenti renderebbero la stazione pienamente operativa, in modo da favorirne l’accesso anche a tutti coloro che usufruiranno della Casa della Salute, aumentando nel contempo le possibilità di parcheggio in vista di un intensificarsi del traffico di utenti. 

Il fatto che non venga realizzata la tangenziale non rende automaticamente inutili e obsoleti il parcheggio e l’ascensore. La loro realizzazione diventa al contrario e in virtù di tutti gli sviluppi previsti e in gran parte già approvati, essenziale e urgente. Come fa notare il Consigliere Mastacchi nel suo intervento “la Casa della salute è posizionata, rispetto alla stazione, a un dislivello di alcune decine di metri e per raggiungerla bisogna fare il giro del paese percorrendo a piedi un tratto molto lungo e pericoloso perché su strade molto vecchie e non strutturate con percorsi pedonali dedicati.  Considerato che gli utenti della Casa della salute saranno persone fragili, è facile ipotizzare che sceglieranno il treno come mezzo di trasporto, dal momento che l’auto, vuoi per le condizioni della viabilità di tutta questa parte di Appennino, vuoi per le difficoltà di parcheggio in loco, vuoi per oggettive difficoltà degli utenti, non sarà un mezzo incentivato.”

La futura presenza di un parco fluviale, di percorsi ciclabili, nonché la promozione della mobilità Green e la riduzione di emissioni inquinanti insieme a ogni azione che incentivi l’Agenda 2030 vanno chiaramente nella direzione di un potenziamento dell’utilizzo del treno.  

Alla luce di tutte queste considerazioni quello per l’ascensore e del parcheggio della stazione di Vado è un investimento non solo di una politica lungimirante e vicina al territorio, ma sempre più essenziale e necessario.