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Mulino San Michele a Ro (Riva del Po): tanta fatica per nulla?

Bologna – 9 Novembre 2021 – Il capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato un question time alla Presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti e alla Giunta Regionale sullo stato di abbandono in cui versa il Mulino San Michele a Ro (Riva del Po), unica ricostruzione e testimonianza dei mulini natanti tipici del fiume Po.  

La storia è cominciata nel 2005 come una bella storia di recupero architettonico e di memoria, quando il Comune di Ro in provincia di Ferrara, grazie anche al contributo di Fondi Europei, decide di far tornare a vivere, sulla base delle indicazioni relative al progetto di un mulino riportate in un’antica stampa del 1850, 

“Il mulino del Po” raccontato dallo scrittore Riccardo Bacchelli. Lo hanno costruito gli ultimi maestri d’ascia, in legno robusto e con il tetto, come una volta, fatto con le canne di palude. “Senza mulini sull’acqua avevamo perso un pezzo della nostra storia e della nostra identità.” – così commentava l’allora sindaco di Ro, Filippo Parisini in occasione dell’inaugurazione.
Nel 1873 sui fiumi del ferrarese c’erano 173 mulini natanti. L’ultimo è stato costruito nel 1929. L’ultimo a sparire è stato il mulino Arlotti, che ha resistito fino al 1944, quando venne distrutto durante un’incursione aerea.
La ricostruzione del mulino San Michele si inseriva nella contestuale nascita dell’Oasi di Protezione della Fauna “Mulino del Po”, 291 ettari nel comune di Ro che comprendono le aree golenali e le fasce limitrofe al fiume, rese note dal celebre capolavoro di Riccardo Bacchelli “Il mulino del Po” e citate nel Decreto Ministeriale del 18 maggio 1999 di dichiarazione di notevole interesse pubblico della zona costituita dalle aree fluviali ed agricole denominate “Luoghi Bacchelliani”. È stata riqualificata l’area attrezzata golenale con aree di sosta per pic-nic e sentieri ciclo-pedonali dove la ricostruzione storica del mulino interveniva ad arricchire il Parco naturale, letterario e del gusto, tanto che nel sito della Regione Emilia-Romagna Il Museo del pane Mulino sul Po è proposto nell’elenco dei Musei del Gusto per riscoprire i luoghi di nascita della famosa “coppia”, il vecchio pane ferrarese. (Museo del Pane – Mulino sul Po)

La Guida della Regione ai luoghi bacchelliani (scaricabile a questo link: Guida della Regione ai luoghi bacchelliani )  propone itinerari a piedi, in bicicletta e in barca a testimonianza delle possibilità turistiche e di conseguenza economiche di un’area considerata fino a non molti anni fa, povera. L’economia è ancora oggi basata principalmente sulla produzione di cereali (attività ora qualificata e apprezzata a livello internazionale) a cui si è aggiunto recentemente il turismo, in forte espansione. Si legge nella guida: “Nell’area del mulino è infatti presente un punto di ristoro, dove è possibile concludere la visita a tavola degustando pane ferrarese accompagnato dai piatti tipici locali ed uno spazio per la vendita di prodotti biologici e tipici ferraresi. Sono proposti itinerari a tema per conoscere meglio la Strada dei vini e dei sapori; il percorso letterario, itinerario ciclabile di circa sei chilometri attraverso i caratteristici luoghi “bacchelliani”; il parco del delta del Po, percorso fluviale lungo i rami del grande fiume fino al mare.” 

Ma in seguito al profondo stato di abbandono in cui si trova l’area attualmente, la struttura Mulino sta letteralmente collassando (come da foto allegata) e stiamo quindi perdendo non solo un museo ma una realtà viva e produttiva, perfettamente inserita nel contesto sociale e territoriale.   

Il mulino sul Po era il vero simbolo di questo territorio e il volano di una nuova economia per quest’area a partire dal 2005 e la sua mancanza rappresenta un’importante perdita per il rilancio della promozione turistica-territoriale dei luoghi deputati al cosiddetto “turismo lento”. 

Il question time del Consigliere Mastacchi indaga presso la Giunta come intenda intervenire nell’immediato per salvare la struttura del Mulino e quali azioni intenda attivare per recuperare l’area dallo stato di abbandono in cui versa attualmente. 

Il Sottosegretario Baruffi risponde in aula riguardo a una possibilità di intervenire con un finanziamento dicendo che non è prevista la possibilità di apertura di nuovi bandi nell’immediato. 

La nuova programmazione 2021-2027 a cui si sta mettendo mano è in corso di definizione e si potranno aprire le interlocuzioni del caso con gli organi territoriali. È un momento ancora di programmazione generale e non è questa la fase per assumere impegni diretti sui singoli progetti che vengono evidenziati. 

Si dichiara “non soddisfatto” il Consigliere Mastacchi. “Qui non si tratta di finanziare un nuovo intervento” – ha controbattuto “ma di salvare un intervento già fatto che sta collassando. È una situazione di emergenza e credo che richieda una soluzione immediata più di protezione civile che non di pianificazione di spese di fondi europei per poter far sì che la struttura non affondi definitivamente e vadano persi tutti gli investimenti già fatti in passato.  Sollecito la Giunta a rivedere con più calma la questione, di modo che se c’è possibilità di salvare un investimento così importante che è già stato fatto, si possa intervenire. “


Il mulino com’era


Il mulino come è oggi