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Rispettiamo i cacciatori e le casse delle Istituzioni: la risposta della Regione alla mia interrogazione mi lascia insoddisfatto

Dell’attuazione dei piani di controllo della fauna sono responsabili la Città Metropolitana di Bologna e le Province. Le accezioni rilevate dall’interrogante sono riferite ad una situazione che si è venuta a creare nel territorio della Città Metropolitana.  La Regione è prossima all’approvazione di un Piano regionale di controllo del cinghiale che uniformerà le differenze attualmente esistenti nei diversi territori provinciali ma che non entrerà nel merito dell’utilizzo delle carni degli animali abbattuti, argomento disciplinato da un recente Decreto del Ministro della Salute.Così risponde la Regione. 

Le questioni da me sollevate creano problematiche sul territorio e conflitti sociali, e sarà nostra cura coinvolgere la Città Metropolitana e tenere monitorata la situazione. 

La presenza del cinghiale nel nostro Appennino, ma sempre più anche in pianura e nell’area metropolitana, interferisce da tempo con l’uomo e ha accentuato negli anni l’allarme sociale, i rischi alla pubblica incolumità e i danni alle colture .

È per questo che, grazie a una Legge Regionale e al Regolamento Ungulati, il cinghiale è cacciabile in Emilia-Romagna sia in caccia selettiva che con le tecniche della braccata e della girata. È inoltre oggetto di consistenti abbattimenti effettuati in regime di piano di limitazione numerica, ai sensi dell’art. 19 della Legge Nazionale.

La Città Metropolitana, a cui spetta il controllo in questo campo, aveva disposto che, terminate le verifiche del Centro lavorazioni carni, il 25% circa delle carni degli animali abbattuti in caccia seletttiva fosse riconsegnato ai volontari per compensarli del loro sforzo venatorio, mentre la parte restante, venduta dal Centro, fosse riconosciuta all’Ente di provenienza (Regione, Provincia o in questo caso la Città Metropolitana) con un corrispettivo in base al quantitativo venduto.  

Marco Mastacchi - 2021 - 1

Dal 2017 ad oggi né il 25% spettante ai cacciatori né il 75% spettante all’Ente di provenienza è stato assegnato.

Alla Giunta avevo chiesto di intervenire, così come previsto dall’art 40 della LR.13 del 2015, per uniformare a livello normativo i criteri di gestione dei piani di controllo, al fine di ottenere su tutto il territorio regionale una puntuale rendicontazione economica e amministrativa delle azioni poste in essere dai referenti circa la distribuzione dei compensi ai coadiutori. 

Avevo proposto inoltre di intervenire con un aggiornamento normativo per garantire a livello regionale una puntuale rotazione dei referenti nell’ambito dei piani di controllo, ai fini di una maggior trasparenza e di un piano di contenimento dei danni più efficace ed efficiente.