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Lago di San Benedetto Val di Sambro (BO): bonifica regolare per evitare danni e infestazioni da zanzare

Bologna – 12 Maggio 2021 – Il Consigliere di Rete Civica Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi ha presentato una Question Time all’Assemblea Legislativa e alla presidente Emma Petitti per chiedere disinfestazioni e soprattutto bonifiche regolari per il Lago di San Benedetto Val Di Sambro.

Risale al giugno 1994 la grande frana che con una colata a scivolamento di circa 13.000.000 di mc di terreno ha sconvolto il territorio del Comune di San Benedetto in località Cà di Sotto. A causa delle precipitazioni prolungate del periodo precedente, tra il 14 e il 25 giugno 1994, dalla sommità del versante ovest del Monte Galletto si è mobilizzato un movimento franoso di vastissime dimensioni che, con velocità di scivolamento che hanno raggiunto i 20-30 metri all’ora, ha distrutto abitazioni e infrastrutture e interrotto la viabilità principale d’accesso all’abitato. La massa in movimento, con un fronte di circa 3 milioni di metri cubi, ha ostruito completamente l’alveo del torrente Sambro creando così uno sbarramento naturale che ha creato a monte un vasto invaso. Il lago artificiale creatosi a seguito della frana presenta solo uno sfioratore dal basso, e l’acqua nella parte superiore è stagnante e maleodorante: l’ambiente ideale per il deposito delle uova di zanzare, alcune delle quali anche molto pericolose per le persone.

Alla fine di aprile la Regione ha approvato, con uno stanziamento di 1,2 milioni di euro, il piano regionale arbovirosi 2021, confermando la grande attenzione nei confronti di virus e insetti e dichiarando tra i cardini della strategia di prevenzione la sorveglianza entomologica, a cui associare l’attività di contrasto alle zanzare per ridurne la densità di popolazione sul territorio. Tra gli strumenti operativi individuati dal Piano rientrano sia i trattamenti larvicidi sul suolo pubblico che le attività di disinfestazione per il controllo della popolazione di insetti vettori come le zanzare, sia della specie comune (Culex) che Tigre (Aedes).

L’attenzione, prima che altrove, va posta alla bonifica del lago. Sono le mancate operazioni di una regolare bonifica che portano allo stagnare dell’acqua il cui deflusso viene impedito dai detriti e dalla terra che si raccolgono nel tempo. Le acque stagnanti che così si creano sono ambiente ideale per il proliferare di quelle zanzare che d’altro canto si combatte per eliminare.

Marco Mastacchi

Mastacchi chiede alla Giunta, se in vista della imminente stagione estiva sia stato previsto e con quali tempi un piano per la disinfestazione del lago e soprattutto per la rimozione dei detriti e della terra che lo invadono, e se per tali attività a tutela della salute dei cittadini, sia prevista una periodicità quantomeno annuale.

La risposta dell’Assessore Calvano minimizza, sia il problema zanzare che il problema bonifica. Assicura che la situazione rispetto alle zanzare è tenuta sotto osservazione e che il pericolo di focolai di infestazione per quel che riguarda il lago non può essere trattato alla stregua di quelli che si formano in ambiente urbano e gli interventi vanno comunque considerati a stadi più avanzati.

Per quanto riguarda eventuali lavori di bonifica, non sono ritenuti necessari. Il Lago è sotto il controllo del Servizio sicurezza territoriale Protezione Civile di Bologna che provvede alla gestione idraulica e alla riduzione del rischio connesso alla presenza dell’invaso e competente unicamente per questi aspetti.

Negli anni 2016-17 sono stati fatti importanti lavori idraulici che hanno comportato lo svaso del bacino e il risezionamento del torrente Sambro. Ad oggi l’ambiente ha riacquistato la totale naturalità e non presenta rischi idraulici particolari.

Non si dichiara soddisfatto Mastacchi che evidenzia che, se è vero che non ci sono problemi di pericolosità idraulica, si sono però ricreate aree di fango bagnato e stagnante che crea l’ambiente ideale per la diffusione delle zanzare.

Al di là del tema delle zanzare che sono una conseguenza della cattiva manutenzione, Mastacchi riafferma l’opportunità che la Regione si faccia carico di una manutenzione annuale.

Anziché aspettare che la situazione degradi sarebbe il caso di pensare ad una manutenzione periodica che consentirebbe una minore spesa annuale e anche una situazione con un impatto più gestibile e più salubre sia dal punto di vista ambientale che idraulico.