Bologna, 9 maggio 2025 – Marco Mastacchi, Consigliere di Rete Civica, con un’interpellanza alla Giunta evidenzia le criticità amministrative relative ai contributi di immediato sostegno (CIS) per le comunità colpite da eventi calamitosi nel settembre e ottobre 2024 eal modo in cui l’ordinanza del Dipartimento nazionale di Protezione Civile gestisce gli eventi ai fini dell’erogazione del Contributo. Mastacchi sottolinea che nonostante gli eventi del 17 settembre 2024 e quelli del 17 ottobre 2024 facciano capo a due distinte Dichiarazioni di emergenza nazionale, l’ordinanza li considera come un unico evento calamitoso ai fini del CIS. La conseguenza principale di questa impostazione è che i cittadini che hanno già presentato una domanda di Contributo per i danni subiti durante gli eventi di settembre non possono presentare una nuova domanda per i danni subiti in ottobre, anche se hanno subito danni in entrambe le occasioni. Queste persone si trovano nell’impossibilità di rendicontare le spese sostenute dopo l’alluvione di settembre 2024 (poiché quanto ricostruito o acquistato è stato nuovamente distrutto dalla successiva alluvione di ottobre 2024) e, contemporaneamente, non possono presentare una nuova domanda di contributo per l’evento di ottobre 2024, essendo considerato parte dello stesso unico episodio calamitoso ai fini del CIS. Pur trattando gli eventi di settembre e ottobre 2024 come un unico episodio per la domanda di CIS di base, il “contributo rafforzato” (ulteriori 5mila euro) è invece previsto per coloro che avevano già subito danni nell’alluvione del maggio 2023. Di conseguenza, il contributo in misura rafforzata spetta specificamente a coloro che hanno subito danni dagli eventi del maggio 2023 e settembre 2024, o maggio 2023 e ottobre 2024, undettaglio che conferma che settembre e ottobre 2024 sono considerati eventi distinti nella realtà e per l’applicazione di altri criteri di sostegno, ma vengono unificati per la presentazione della domanda base del CIS.
Sul “contributo rafforzato” inoltre va specificato che i 5mila euro previsti per questa eventualità vanno a coloro che avevano già subito danni in occasione dell’alluvione del maggio 2023, solo se vengono soddisfatte entrambe le condizioni:
a) alla data di presentazione della domanda sia ultimata la procedura relativa al contributo di cui all’ordinanza n. 999/2023 con la presentazione della domanda di saldo ovvero di rendicontazione dell’acconto;
b) non sia stata/non verrà presentata domanda di ricostruzione al Commissario Straordinario per la ricostruzione di cui all’articolo 20-ter, comma 1, del decreto-legge n. 61/2023 mediante l’utilizzo della piattaforma informatica regionale SFINGE.
Premesso chele somme previste dall’ordinanza per il CIS sono considerate “veramente esigue rispetto alle esigenze del mondo produttivo e delle famiglie travolte dall’alluvione“, una simile scelta amministrativa viene percepita da molte famiglie, specialmente da chi ha subito diverse alluvioni in successione, come una “vera e propria presa in giro” e contribuisce a far sentire queste persone, come “invisibili” o un “mero ‘effetto collaterale’”. Mentre i destinatari amministrativamente definiti per l’accesso diretto al CIS sono primariamente i nuclei familiari con la dimora principale resa non utilizzabile, con una specifica sotto-categoria (danneggiati nel maggio 2023) che ha diritto al contributo rafforzato – anche se abbiamo visto con che paletti, il problema del sostegno deve essere inquadrato in un contesto più ampio che include famiglie, cittadini in generale (inclusi quelli con case inagibili), e il mondo produttivo (imprese).
Mastacchi solleva inoltre la questione della mancanza di provvedimenti per danni indiretti e l’obbligo di pagare l’IMU su abitazioni rese inagibili/inabitabili. Gli alluvionati che hanno la casa dichiarata inagibile o inabitabile devono comunque versare l’IMU per il 2025, sebbene in misura dimezzata. La criticità amministrativa e la percezione di ingiustizia nascono dal fatto che questa tassa è dovuta nonostante i cittadini siano fuori casa per cause di forza maggiore. Essi hanno dovuto stabilire un altro domicilio, pur mantenendo la medesima residenza presso l’abitazione danneggiata, e sono obbligati a pagare un tributo su un bene che è inutilizzabile a causa di una calamità naturale, aggiungendo un onere finanziario in un momento di grave difficoltà economica e abitativa. Il Consigliere critica la scelta dell’ordinanza di considerare gli eventi di settembre e ottobre 2024 come un unico evento ai fini del CIS, denunciando le significative limitazioni e frustrazioni che questa decisione comporta per i cittadini colpiti da entrambi gli episodi calamitosi e chiede esplicitamente alla Giunta regionale, insieme a Elena Ugolini, firmataria con lui dell’atto, se e come intenda attivarsi verso “coloro che al momento hanno presentato una domanda di contributo di immediato sostegno per coprire i danni derivanti dall’alluvione di settembre 2024, ma a causa della successiva alluvione di ottobre 2024 non sono in grado di rendicontare le spese né possono presentare una nuova domanda di contributo perché considerate un unico evento calamitoso”.
