Al momento stai visualizzando CAS (Contributo Autonoma Sistemazione) E DELOCALIZZAZIONI – Preoccupazioni per la poca chiarezza sulle modalità della gestione  

Bologna 5 febbraio 2025 – Con un’interpellanza alla Giunta regionale, i Consiglieri Marco Mastacchi ed Elena Ugolini analizzano la gestione del Contributo per l’Autonoma Sistemazione (CAS) a seguito dell’emergenza alluvionale in Emilia-Romagna del maggio 2023. L’attenzione è soprattutto rivolta alle preoccupazioni legate alla delocalizzazione delle abitazioni danneggiate. I due consiglieri evidenziano la mancanza di trasparenza e informazioni riguardo ai criteri, alle tempistiche e alle modalità di delocalizzazione, e sollevano preoccupazioni significative relative alle conseguenze psicologiche e sociali negative su chi è costretto a lasciare la propria casa. L’interpellanza chiede risposte dettagliate della Giunta regionale sulla quantificazione dei fondi, la definizione delle tempistiche, la tutela del benessere psicologico dei cittadini e una maggiore trasparenza comunicativa.

Dopo gli eventi alluvionali del maggio 2023, che hanno portato all’evacuazione di numerose famiglie dalle loro abitazioni, e la conseguente dichiarazione dello stato di emergenza, è stato istituito un contributo (CAS – Contributo di Autonoma Sistemazione) per i nuclei familiari sfollati dalle proprie abitazioni e che hanno provveduto autonomamente a una sistemazione alternativa temporanea, erogato a partire dalla data di sgombero o evacuazione e valido fino al rientro nell’abitazione, o al reperimento di una sistemazione stabile o comunque non oltre la scadenza dello stato di emergenza. Lo stato di emergenza è stato dichiarato il 4 maggio 2023, prorogato poi per ulteriori 12 mesi nel marzo 2024. Si avvicina la scadenza della proroga e non è chiaro cosa succederà.

La decisione di delocalizzare le case alluvionate ha generato ansia e preoccupazione tra i residenti a causa della mancanza di informazioni precise. Non sono chiari i criteri di delocalizzazione, le tempistiche, le caratteristiche delle nuove abitazioni e la gestione delle aree “abbandonate”. I residenti hanno legami emotivi con le loro case e i luoghi in cui hanno vissuto, e la delocalizzazione crea stress e difficoltà nel pianificare il futuro.

Le richieste alla Giunta sono di chiarire quante case saranno delocalizzate e l’ammontare dei fondi stanziati oltre che definire le tempistiche e la disponibilità delle nuove abitazioni e informare su come verranno gestite le aree “abbandonate”. I due consiglieri chiedono infine come verrà tutelato il benessere psicologico delle persone costrette a lasciare le proprie case, considerando la perdita di legami sociali e comunitari. Suggeriscono, fra le altre cose, la creazione di FAQ e una comunicazione più trasparente, essenziali per alleviare le preoccupazioni e garantire un supporto adeguato ai cittadini.