FRANA DI CA’ DI SOTTO E CA’ DEI GIARDINI A SAN BENEDETTO VAL DI SAMBRO
Si trovi una soluzione stabile e definitiva per la messa in sicurezza del territorio
Bologna 22 gennaio 2025 – Con un’interpellanza presentata all’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna i Consiglieri Mastacchi e Ugolini evidenziano l’urgenza di intervenire riguardo alla frana che interessa le località di Cà di Sotto e Ca’ dei Giardini a San Benedetto Val di Sambro, per garantire la sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture. La situazione richiede un’azione tempestiva e risolutiva da parte della Giunta regionale per mitigare i rischi e prevenire ulteriori danni, visto che la frana, riattivatasi dopo intense piogge, minaccia abitazioni e infrastrutture a causa del movimento del terreno. L’interpellanza sollecita informazioni sui tempi e le modalità di messa in sicurezza dell’area e sulle misure previste in caso di ulteriore innalzamento del livello del torrente. Si chiede inoltre se e in che modo si intende procedere a risarcire i danni subiti dai cittadini.
La situazione è considerata critica, con il movimento franoso che procede a velocità variabili e il sistema di pompaggio attuale ritenuto inadeguato. L’obiettivo è ottenere una soluzione stabile e definitiva per proteggere la popolazione e le infrastrutture. Nel giugno 1994, una frana di dimensioni considerevoli (circa 13.000.000 mc di terreno) si è verificata a Cà di Sotto e Ca’ dei Giardini, località di San Benedetto Val di Sambro (BO). L’evento ha causato danni significativi, tra cui la distruzione di edifici civili, l’interruzione della viabilità e l’occlusione del torrente Sambro, con conseguente formazione di un invaso d’acqua. Dopo trent’anni di relativa stabilità, le intense piogge recenti hanno riattivato la frana, aggravando la situazione e creando un nuovo lago il cui livello è in continuo aumento. Il movimento franoso, seppur lento nella parte inferiore (qualche metro al giorno), è più sostenuto nella parte medio-alta. Un altro fattore di rischio è dato dall’inadeguatezza del sistema di gestione dell’invaso. Il sistema di pompaggio per mantenere basso il livello dell’acqua si è già dimostrato inadeguato a gestire eventi significativi.
L’arresto dei lavori di messa in sicurezza prima dell’inverno, in una fase in cui non si è ancora raggiunta una sicurezza minima in caso di riattivazione della frana, preoccupa fortemente la cittadinanza. La mancanza di una soluzione stabile e definitiva per la gestione del lago artificiale rappresenta una minaccia costante per la sicurezza dei residenti.
