Bologna 18 febbraio 2025 – “Quali sono i tempi previsti per la liquidazione dei risarcimenti promessi ai cittadini e alle imprese colpiti dal “fortunale” del luglio 2023, e quali misure concrete verranno adottate per accelerare il processo e alleviare il disagio economico e psicologico delle persone coinvolte?” È questo l’interrogativo posto all’Aula dai Consiglieri di Rete Civica Marco Mastacchi e Elena Ugolini nel question time odierno. I ritardi nei risarcimenti promessi ai cittadini e alle imprese colpiti dal “fortunale” del luglio 2023, evento catastrofico con piogge intense, grandinate e raffiche di vento superiori ai 100 km/h, stanno provocando gravi conseguenze economiche e psicologiche su coloro che ne sono stati vittime. A quasi due anni dall’evento, molti residenti delle province di Parma, Reggio nell’Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena non hanno ancora ricevuto i fondi necessari per la ricostruzione e la ripresa delle attività. L’evento ha causato interruzioni di strade, disservizi, danni a edifici pubblici e privati, e ingenti perdite nel settore agricolo. Nonostante le promesse e la presentazione delle domande di risarcimento a gennaio 2024, i cittadini e le imprese non hanno ancora ricevuto i fondi. I ritardi nella trasmissione degli elenchi riepilogativi delle domande di risarcimento al Dipartimento della protezione civile, avvenuta solo il 14 aprile 2024 (come dichiarato dall’Assessore Priolo nel giugno 2024) e la mancanza di fondi immediati, hanno causato e causano notevoli disagi economici e psicologici, e compromette la capacità dei Comuni di avviare i lavori di ricostruzione delle infrastrutture. Dopo un’iniziale visita del Presidente Bonaccini nelle zone colpite, è seguito un lungo periodo di “silenzio assordante” da parte delle istituzioni, generando incertezza e preoccupazione tra i cittadini, alcuni dei quali si sono visti dichiarare “NON BANCABILI” dagli Istituti di credito. I due consiglieri evidenziano la disparità tra le promesse iniziali e la mancanza di azioni concrete da parte della Regione e interroga la Giunta regionale sui tempi di liquidazione dei risarcimenti, sottolineando l’importanza di fornire informazioni chiare e tempestive per permettere alle famiglie di iniziare il processo di ricostruzione.
La sottosegretaria Rontini risponde molto esaurientemente e con puntuali indicazioni di ordine tecnico, spiegando come funziona la procedura. Con il Decreto Commissariale n. 163 dell’ottobre 2023 sono state approvate le direttive per la concessione delle prime misure economiche di immediato sostegno nei limiti di 5000 euro per i soggetti privati e 20.000 euro per le attività economiche e produttive. Con successivi atti si sono assegnate agli organismi istruttori (Comuni o loro Unioni.) le necessarie risorse finanziarie mentre l’effettivo trasferimento delle risorse agli organismi è subordinato a rendicontazione al termine dell’effettuazione degli interventi. Non sono previsti meccanismi di anticipo ma solo di rimborso a fronte di rendicontazione.
Con successivo decreto commissariale è stata concessa una proroga per la presentazione perentoria delle domande al 31 gennaio 2024. La Regione ha trasmesso al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile il fabbisogno delle risorse necessarie pari a 19,422,000 – 16,200 per i soggetti privati e 3,100 per le attività economiche e il Consiglio dei Ministri il 30 agosto 2024 ha disposto lo stanziamento e l’assegnazione ai Comuni. Il 30 giugno 2025 è il termine per l’esecuzione e la rendicontazione dei lavori, pena di decadenza del contributo.
Questa procedura decisa per questa emergenza dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile fa si che la Regione possa provvedere ai rimborsi solo entro la fine di agosto 2025.
Commenta Mastacchi: “Bene per avere almeno delle certezze nonostante i tempi lunghi. Rimane aperto il tema della comunicazione. Credo che al di là degli aspetti tecnici, sia importante da parte della Regione un’azione di comunicazione alle persone per dare un’informativa ai cittadini che consenta di non avere il buio assoluto che hanno oggi”.
