Al momento stai visualizzando STRADE IN MONTAGNA: situazione disastrosa e penalizzante

Bologna – 8 novembre 2022 – Un question time del capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi porta nuovamente all’attenzione della Presidente dell’Assemblea legislativa e della Giunta Regionale la disastrosa situazione della condizione delle strade e della viabilità in montagna. 

Avere collegamenti più sicuri ed efficienti in Appennino è una priorità per chi vive e lavora in località spesso isolate, difficili da raggiungere e lontane dai grandi centri abitati. Per questi territori l’accessibilità è sinonimo di vivibilità, oltre che condizione indispensabile per uno sviluppo territoriale. Per contro, progettare, costruire e mantenere strade efficienti nelle aree montuose è da sempre un compito arduo.

Negli ultimi anni, nel nostro Appennino, con la Provincia prima e con la Città Metropolitana di Bologna poi, i lavori di manutenzione, ripristino, risanamento e messa in sicurezza delle strade, soprattutto per le zone collinari e montane, hanno subito un grave rallentamento. Il passaggio di competenza fra la Provincia e la Città Metropolitana ha determinato un progressivo impoverimento in ordine al personale che opera sul territorio: si è passati da una gestione con personale interno, presente anche in caso di emergenza, a una gestione che ha esternalizzato i servizi con appalti global service, a discapito della manutenzione ordinaria e limitando gli interventi a quella straordinaria. Anche gli investimenti programmati per la manutenzione delle strade hanno subito un notevole abbassamento di qualità. 

In particolare, la Strada Provinciale 60, cha da Rioveggio porta a San Benedetto Val di Sambro, così come la Strada Provinciale 24, che da Pian di Setta porta a Grizzana Morandi, si trovano in un ambiente soggetto all’erosione degli eventi atmosferici che hanno determinato crolli e frane compromettendo ulteriormente la pavimentazione di una carreggiata che, ormai da diversi anni, si trova in condizioni pessime. La manutenzione periodica del manto stradale è indispensabile per garantire un percorso sicuro. Purtroppo, gli ultimi anni sono stati contraddistinti da trascuratezza gestionale nella manutenzione di queste strade – pulizia delle cunette, degli scoli delle acque, sfalcio dell’erba nelle sponde, ecc. ecc. – che ha reso sempre più complesso e pericoloso l’utilizzo di questi percorsi per coloro che abitano in quelle località, peggiorandone le condizioni e il degrado.

La nostra Regione continua a investire nelle aree montane per incentivarne il ripopolamento e la rivitalizzazione. Vengono destinati fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e bandi (l’ultimo in ordine di tempo di ottobre 2022) che intendono incentivare l’acquisto di alloggi da destinare a propria residenza abituale proprio nelle aree montane. Ma difficilmente un privato investe in aree con collegamenti difficoltosi che ostacolano lo sviluppo del territorio.

Mastacchi chiede se e quali lavori di ripristino, asfaltatura e sistemazione stradale s’intendano realizzare per ristabilire la sicurezza sulla strada che da Rioveggio porta a San Benedetto Val di Sambro e che da Pian di Setta porta a Grizzana Morandi, riducendo i disagi che accompagnano ormai da anni i cittadini e gli automobilisti di quelle zone. Chiede anche quali siano le future politiche del personale, di manutenzione e controllo delle strade programmate per i prossimi anni.

L’Assessore Corsini, nel rispondere, riconoscendo questo come un tema molto dibattuto e sentito dai cittadini, evidenzia il fatto che pur essendo le due strade citate rimaste sotto la competenza diretta della Regione, chi ha voce in capitolo è la Città Metropolitana di Bologna alla quale spetta la decisione su quali e quante risorse destinare e dove e la Regione non entra nel merito, conclude dicendo che la Regione segnalerà certamente le criticità alla Città Metropolitana.

Scettico Mastacchi che pur ritenendo positivo quanto proposto, fa notare che sarà difficile recuperare il fortissimo ritardo accumulato in questi anni di disservizi che hanno causato anche danni maggiori. L’auspicio è che la Città Metropolitana, oltre alle risorse, metta anche una programmazione di manutenzione continua, cambiando un paradigma che vede gli interventi fatti solo a seguito di emergenze (e di conseguenza anche più costosi).