Al momento stai visualizzando AGEA e Centri di Assistenza Agricola: clausole penalizzanti per i liberi professionisti 

Bologna – 25 ottobre 2022 – Un question time del capogruppo di RETE CIVICA – Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi sottopone all’attenzione della Presidente dell’Assemblea legislativa e della Giunta Regionale il caso delle clausole della convenzione tra AGEA e i Centri di Assistenza Agricola. 

I CAA (Centri di Assistenza Agricola), per poter prestare la propria attività, ogni anno sono tenuti a sottoscrivere con AGEA una “Convenzione” che ne regola i rapporti: senza la Convenzione un CAA non può operare.

Nel febbraio 2020, al momento di rinnovare la Convenzione con i CAA, l’Organismo Pagatore Regionale (OPR) AGEA proponeva un testo che prevedeva – a partire dallo stesso anno 2020 – che tutti gli operatori dei Centri di Assistenza Agricola, e così anche chi accede ai sistemi informativi di AGEA, dovesse essere un lavoratore dipendente del CAA o delle società con esso convenzionate (cioè le società di servizio, tipicamente dei sindacati agricoli). Nel marzo scorso, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità di tale clausola della convenzione, che regola lo svolgimento delle funzioni pubbliche delegate in materia di gestione dei fascicoli aziendali degli agricoltori italiani. L’effetto di tale disposizione sarà quello di far chiudere e mettere in liquidazione i CAA dei liberi professionisti, nonché di interrompere i rapporti lavorativi dei professionisti che collaborano con i CAA, senza per questo rispondere a una logica tecnica o di miglioramento organizzativo. I professionisti sono spesso consiglieri degli imprenditori, forniscono un prezioso supporto nei momenti più difficili, aiutano a reperire risorse, a risparmiare costi, a informare su quanto è importante per la crescita dell’azienda. Inoltre sono attualmente in essere Convenzioni con altri organismi pagatori (in particolare, per lo scrivente, vigono rapporti convenzionali con AGREA, ARCEA, ARPEA, ARTEA, ARGEA nonché con le regioni Friuli-Venezia Giulia, Piemonte) che non recano alcuna clausola convenzionale riconducibile a quella prevista dalla Convenzione con l’Organismo Pagatore Regionale (OPR) AGEA. 

Il Consigliere Mastacchi interroga la Giunta regionale per sapere se non ritenga opportuno attivarsi affinché le convenzioni in essere con i liberi professionisti dell’OPR Agrea rimangano attive e valide, considerato che la sentenza del Consiglio di Stato impatta esclusivamente sull’ OPR Agea. Si eviterebbe così che decine di professionisti del settore dell’agricoltura (periti agrari, agronomi, agrotecnici) vengano, di fatto, messi fuori mercato, considerando che i professionisti sono generalmente soggetti preparati, appassionati e competenti nella loro materia ed hanno un ruolo fondamentale nella vita e nello sviluppo delle imprese. Nel rispondere l’Assessore Mammi fa sapere di aver chiesto un approfondimento giuridico al servizio legale della Regione per capire se i contenuti della sentenza del Consiglio di Stato che riguardano Agea debbano essere seguiti in modo estensivo anche dagli organismi pagatori regionali oppure no.

Prima di qualsiasi decisione rispetto alla convenzione 2023 si attenderanno gli esiti di questa valutazione. “La decisione di approfondire è una posizione positiva” commenta Mastacchi “ma la decisione a livello pubblico rimane incomprensibile. Il risultato che si prefigura è un oligopolio delle poche Associazioni di categoria che assistono gli agricoltori, tagliando fuori tutta l’iniziativa privata che pure tanto contribuisce a un’offerta diversificata e a coprire un servizio importante. Sarebbe come immaginare che improvvisamente non si potesse più fare ricorso ai commercialisti privati.” conclude.